La dura vita del paziente: la prenotazione della visita specialistica

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La dura vita del paziente: la prenotazione della visita specialistica

Marzo 2020.
Chi di noi non sa cosa significhi prenotare una visita specialistica via telefono?


Quarti d’ora passati ad ascoltare musichette in attesa della risposta di un’addetta o di un addetto; dopo qualche minuto d’attesa anch’io canto la musichetta che sono obbligata a sentire e quasi mi dispiace essere interrotta dalla frase pronunciata con un pimpante “come posso aiutarla?”. A volte sono talmente presa dal mio canticchiare che non ricordo quasi più il motivo per cui sto facendo quella telefonata... ah già, devo prenotare una visita reumatologica, come potrei dimenticarlo?
“Il primo posto libero è per gennaio 2021, confermiamo?”
Mi prende un leggero panico e penso che per quel giorno potrei anche essere già morta; l’istinto di sopravvivenza prende il sopravvento e dico, il più gentilmente possibile, che sì, certo che confermiamo l’appuntamento e cerco con tutta me stessa di non cadere nello sconforto.
Mentre la pratica procede mi rendo conto che non ho né un’agenda né un calendario del 2021: e come potrei, siamo a marzo 2020... sono io che sbaglio a non avere ancora un’agenda aperta? O forse le liste d’attesa sono troppo lunghe? Termino la prenotazione, ringrazio mentalmente i miei genitori per l’educazione ricevuta e saluto l’addetto; forse scriverò una lettera di lamentela, ma servirà a qualcosa?
Racconto ad un’amica la mia disavventura e vengo così a sapere che, la mattina stessa, nello stesso ospedale, un reumatologo ha aspettato due pazienti - avevano prenotato mesi fa - , uno al mattino e uno al pomeriggio: non si sono presentati all’appuntamento e non hanno avuto l’accortezza di disdire la prenotazione!!! Il dottore ha osservato che, giustamente, data la lunghezza delle liste d’attesa, le persone cercano appuntamenti altrove; se avvisassero per tempo si potrebbe anticipare la visita a qualcuno che, come me, ha bisogno di cure senza contare che il medico non perderebbe due ore del suo tempo.
Ci sono rimasta male: davvero siamo diventati così egoisti da non preoccuparci per gli altri? A noi piacerebbe avere un appuntamento con qualcuno che non ci avvisa della sua assenza?

 
 


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